ReWild

THECURATORSMILAN

THECURATORSMILAN è un collettivo artistico fondato da Frankie Caradonna, Lucia Emanuela Curzi e Stefano Gagliardi. A questi si aggiunge la scultrice Benedetta Mori Ubaldini.
La direzione artistica di The Curators Milan si appoggia ai dati scientifici e alle relazioni con ricercatori, artisti, ricercatori e attivisti. Questo ha portato al prototipo di una nuova formula di collaborazione fluida in cui il futuro della tecnologia abbraccia il passato delle arti tradizionali, in cui l’ego dell’individuo è esaltato dall’interesse collettivo e dove le installazioni sfidano i limiti fisici delle tecniche adottate attraverso l’arte e il design, arrivando a una sintesi, una visione, una consapevolezza.

Tra i numerosi progetti e collaborazioni all’attivo è nato REWILD, un progetto artistico no-profit, poli versatile e dall’animo sociale che vuole investigare su quale sia il ruolo dell’empatia e delle sue connessioni rispetto alle questioni correlate all’Emergenza Climatica, attraverso l’arte, lo storytelling e le nuove tecnologie.

Coscienza, amore, compassione: ci riscopriremo umani grazie alla Intelligenza Artificiale? Le domande che ci impone questo sviluppo tecnologico sono tante e ci obbligano ad intraprendere un processo di ricerca, conoscenza e riconoscimento in cui l’Intelligenza Artificiale non è che uno specchio di ciò che siamo e che vogliamo essere.

In occasione di PerformIA 2022 inizia un percorso di collaborazione tra The Curators Milan e Polaris Engineering che porterà alla presentazione dello sviluppo di Rewild, Proto Humans Seeding the A.I. nel 2023. Quest’ultimo ragiona sull’importanza del ruolo dei semi autoctoni all’interno dei processi legati all’agricoltura generativa e accedendo alle banche dati fornite da Svalbard Global, Seed Vault, da Genesys e da altre fonti di ricerca, gli artisti assegneranno ad alcuni semi e ad una loro rivisitazione digitale 3D, il ruolo estetico di pixel con cui creeranno una serie di immagini e di flussi tridimensionali.

Con l’Intelligenza Artificiale, poi, verranno sviluppati due sotto-percorsi interattivi in cui la visione di una bellezza naturale e in equilibrio, fatta di forme e suoni armoniosi, verrà contrapposta a quella dissonante e disequilibrata di un ecosistema sfruttato dalle tecniche industriali di agricoltura pesante, un terreno impoverito di minerali a ricordarci come il modello agricolo intensivo, fatto di aratura industrializzata, di semi geneticamente modificati e di fertilizzanti e pesticidi distrugge a catena non solo il suolo che la subisce ma l’intero ecosistema circostante.

Una piccola volpe ce lo ricorderà, simbolo della innocente inadattabilità post nucleare nelle aree contaminate e del desiderio di rendere di nuovo selvaggia la coscienza, in un processo di rewilding spirituale.

Logo Polaris Engineering

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